Perché i vestiti puzzano anche dopo il lavaggio? La scienza degli odori persistenti
Una maglietta appena lavata esce dall’armadio. Profuma di pulito. Ma dopo un’ora che la si indossa ritorna quel familiare odore sotto le ascelle.
Doccia fatta, vestiti cambiati e forse anche una routine anti-odore efficace sulla pelle. Perché la maglietta continua a puzzare?
Il problema potrebbe non essere nelle ascelle, ma nel tessuto stesso.
Gli scienziati hanno scoperto che i vestiti possono trattenere composti odorosi, ospitare comunità batteriche e sviluppare cattivi odori anche dopo il lavaggio. Il poliestere è particolarmente interessante perché si comporta in modo molto diverso dal cotone.
Uno studio del 2025 ha rivelato un aspetto sorprendente di ciò che succede nei capi appena lavati.
Perché i vestiti possono puzzare anche dopo il lavaggio?
Il lavaggio elimina gran parte del sudore, del sebo, dello sporco e dei composti odorosi accumulati quando indossiamo un capo. Ma non necessariamente tutto.
Alcune molecole sono più difficili da rimuovere di altre. I batteri possono restare sui tessuti e persino i microrganismi della lavatrice possono entrare a far parte della comunità microbica degli indumenti.
Poi arriva l’asciugatura.
Quando i vestiti restano umidi troppo a lungo, alcuni batteri possono moltiplicarsi e contribuire ai cattivi odori.
Il risultato viene talvolta chiamato permastink, un odore persistente che si accumula dopo cicli ripetuti di uso, lavaggio e asciugatura.
Non è semplicemente una questione di igiene personale. Contano le caratteristiche della fibra e le condizioni di lavaggio e asciugatura.
Studio del 2025: cosa succede davvero nella lavatrice?
Nel febbraio 2025 è apparso su BMC Biology lo studio Unravelling the Hidden Side of Laundry: Malodour, Microbiome and Pathogenome.
I ricercatori hanno analizzato magliette sintetiche indossate da 31 partecipanti per osservare i cambiamenti nelle molecole odorose e nelle comunità microbiche durante uso, lavaggio e asciugatura.
Le magliette erano composte per il 93% da poliestere e per il 7% da elastan.
I risultati sono stati notevoli.
Il lavaggio ha ridotto fortemente molti composti responsabili dei cattivi odori. Tuttavia, nelle condizioni studiate, il numero di batteri con membrana cellulare integra misurato sui tessuti è aumentato dopo il lavaggio.
È cambiata anche la composizione dei microrganismi: alcuni batteri associati alla pelle sono diminuiti, mentre quelli ambientali, anche legati alla lavatrice, sono diventati più frequenti.
La differenza più evidente è emersa durante l’asciugatura.
Le magliette asciugate in condizioni relativamente secche presentavano generalmente odori migliori. L’asciugatura in condizioni calde e umide ha invece peggiorato nettamente il cattivo odore e aumentato il numero di batteri.
Alcune molecole maleodoranti, quasi scomparse nel lavaggio, sono state nuovamente rilevate dopo l’asciugatura umida.
In altre parole, lavare e asciugare non mette sempre fine alla storia dell’odore: questi processi influenzano ciò che accade dopo.
Lo studio non significa che ogni maglietta lavata sia poco igienica o che lavare renda i vestiti più sporchi. Mostra piuttosto la complessa microbiologia del bucato e l’importanza delle condizioni di asciugatura.
Perché il poliestere spesso puzza più del cotone?
Se l’abbigliamento sportivo mantiene un odore persistente mentre le magliette di cotone restano più fresche, la ricerca offre una spiegazione.
Nel 2014 il microbiologo Chris Callewaert e colleghi dell’Università di Gand hanno studiato magliette indossate da 26 persone durante un allenamento intenso.
Dopo 28 ore di conservazione, un gruppo addestrato ne ha valutato l’odore.
Le magliette in poliestere sono state giudicate significativamente più intense e meno gradevoli di quelle in cotone.
Sono emerse anche differenze nei batteri associati ai tessuti.
I batteri del genere Micrococcus erano particolarmente legati ai tessuti sintetici e le comunità presenti su cotone e poliestere differivano.
I tessuti non sono superfici passive.
Raccolgono sudore, sebo, microrganismi e composti volatili. Le loro proprietà chimiche influiscono su ciò che rimane nelle fibre e sul comportamento dei microbi.
Il poliestere ha una relativa affinità per le sostanze oleose, mentre il cotone presenta diverse proprietà di assorbimento dell’umidità e interazione chimica.
Nessuno dei due materiali è automaticamente privo di odori. La ricerca aiuta però a capire perché alcuni capi sintetici puzzino maggiormente a condizioni comparabili.
Il problema nascosto: molecole odorose che resistono ai lavaggi ripetuti
A volte gli indumenti sembrano puliti dopo il lavaggio, ma tornano a puzzare quando li indossiamo.
Una possibile spiegazione è che alcune molecole odorose non siano mai state eliminate del tutto.
Uno studio pubblicato nel 2020 su Textile Research Journal ha esaminato tre specifici composti odorosi su cotone e poliestere durante lavaggi ripetuti.
I campioni sono stati sottoposti a uno, cinque e dieci cicli di sporco e lavaggio.
In generale, le molecole testate venivano rimosse più efficacemente dal cotone che dal poliestere.
Alcune si accumulavano con i cicli, soprattutto nei tessuti in poliestere.
Le molecole odorose non si comportano tutte allo stesso modo: la struttura chimica influenza l’interazione con le fibre e la facilità di rimozione.
Una maglietta può dunque conservare residui di usi precedenti anche quando appare pulita.
Il ritorno del cattivo odore non significa necessariamente che la pelle abbia iniziato a produrre più odore corporeo.
Può dipendere in parte dai composti già presenti nell’indumento.
I residui di deodoranti e antitraspiranti possono restare nei vestiti?
Sì, alcuni residui sono difficili da rimuovere.
Gli antitraspiranti contengono spesso sali di alluminio; deodoranti e altri cosmetici possono contenere oli, cere o ulteriori ingredienti.
Il contatto ripetuto tra prodotti, secrezioni cutanee e vestiti può creare depositi nell’area ascellare degli indumenti.
Le ricerche sulle macchie associate agli antitraspiranti mostrano che alcuni depositi resistono ai normali lavaggi.
Occorre però fare una distinzione importante.
La presenza di residui non prova che un deodorante specifico smetta di funzionare sulla pelle, né che ogni residuo sia direttamente responsabile dei cattivi odori.
Sappiamo però che gli indumenti trattengono sostanze da utilizzi precedenti e che alcuni odori dei tessuti sono difficili da rimuovere completamente.
Per questo vale la pena considerare anche i vestiti quando si valuta una nuova routine contro l’odore corporeo.
Come eliminare i cattivi odori dai vestiti dopo il lavaggio?
Non esiste un trucco universale per qualsiasi odore persistente. È più utile considerare insieme il tessuto, il lavaggio e l’asciugatura.
1. Controllare il tessuto
Se alcune magliette in poliestere sviluppano ripetutamente odore sotto le ascelle, conviene confrontarle con indumenti in cotone.
Una maglietta in cotone al 100% può essere utile per capire se l’odore provenga dalla pelle o dal tessuto.
Lo studio del 2014 dimostra differenze tra materiali, ma non che il cotone eviti sempre gli odori.
2. Prestare attenzione alla zona ascellare
Qui sudore, sebo e prodotti per la cura personale entrano regolarmente in contatto con gli indumenti.
Se l’odore persiste, un pretrattamento con un prodotto per il bucato adatto può aiutare a rimuovere i depositi.
È importante seguire le istruzioni sull’etichetta e quelle del detersivo. I tessuti richiedono trattamenti diversi.
3. Non lasciare i vestiti bagnati ammucchiati
Un mucchio di bucato umido o capi lasciati per ore nella lavatrice possono favorire l’attività microbica.
È meglio toglierli a fine ciclo e asciugarli subito.
Lo studio del 2025 indica che l’asciugatura in ambienti caldi e umidi può peggiorare i cattivi odori tessili.
4. Asciugare bene i capi
Buona ventilazione e asciugatura completa sono importanti.
Quando possibile, è meglio non lasciare i vestiti umidi per periodi lunghi.
Gli indumenti ancora bagnati non vanno riposti negli armadi.
5. Valutare le condizioni di lavaggio
Detersivo, temperatura dell’acqua, programma e tipo di tessuto influenzano la pulizia.
Conviene usare un prodotto adeguato e seguire le etichette. Se consentito, un ciclo più accurato può aiutare con i depositi persistenti.
Aggiungere profumo non è sempre la risposta. Una maglietta fortemente profumata può sembrare fresca dopo il lavaggio anche se alcune molecole odorose sono rimaste.
Microbioma della pelle e microbioma dei vestiti sono diversi
Qui la scienza diventa particolarmente interessante.
Il microbioma ascellare e le comunità microbiche sui vestiti sono collegati, ma non identici.
Durante l’uso, i batteri passano dalla pelle al tessuto, dove incontrano un ambiente diverso.
Alcuni microrganismi possono abbondare maggiormente su specifiche fibre. Il lavaggio può eliminarne alcuni e introdurne altri.
Controllare l’odore corporeo sulla pelle e rimuovere l’odore dai vestiti sono quindi questioni correlate ma distinte.
Un prodotto contro l’odore ascellare non elimina automaticamente le molecole già trattenute da una maglietta.
E un capo appena lavato non garantisce l’eliminazione di ogni fonte di odore.
Cosa significa quando si inizia a usare ZINDEO?
ZINDEO affronta l’odore corporeo concentrandosi sul microbioma delle ascelle, senza bloccare la sudorazione né coprire gli odori con profumazioni aggiunte.
La routine anti-odorant aiuta a controllare l’odore là dove si forma, sulla pelle.
Ma i vestiti possono influenzare il modo in cui viene percepito.
Se una vecchia maglietta sintetica trattiene già sostanze maleodoranti, l’odore può tornare anche quando la routine sulla pelle è efficace.
Diventa quindi più difficile valutare che cosa succeda davvero sulla pelle.
Per questo ZINDEO consiglia, soprattutto nella fase iniziale RESET, indumenti in cotone appena lavati, quando possibile.
Il consiglio si basa sulle proprietà note dei materiali e sulla necessità pratica di distinguere l’odore dei vestiti da quello della pelle. Non significa che sia clinicamente dimostrato che il poliestere riduca l’efficacia di ZINDEO.
Per l’odore corporeo persistente, RESET SET MAX unisce la detersione con SALSOAP®, Anti-odorant Roll-On e Anti-odorant Cream.
L’obiettivo è controllare l’odore alla fonte sulla pelle, dedicando all’abbigliamento le attenzioni separate di cui può avere bisogno.
A volte è la maglietta, non le ascelle
Se l’odore ritorna poco dopo essersi vestiti, non bisogna pensare subito che la routine abbia fallito.
Conviene verificare se l’odore è già nel tessuto e considerare materiale, storia dei lavaggi e asciugatura.
Le ricerche collegano i cattivi odori persistenti dei tessuti a composti trattenuti, microrganismi e proprietà delle fibre.
La soluzione non consiste sempre nell’usare più deodorante.
A volte inizia con una maglietta di cotone pulita e con la comprensione di ciò che succede tra le fibre.
Fonti
- Díez López et al. (2025) — Unravelling the hidden side of laundry: malodour, microbiome and pathogenome. BMC Biology.
- Callewaert et al. (2014) — Microbial odor profile of polyester and cotton clothes after a fitness session. Applied and Environmental Microbiology.
- Abdul-Bari et al. (2020) — Retention and release of odorants in cotton and polyester fabrics following multiple soil/wash procedures. Textile Research Journal.
- Acikgoz Tufan et al. (2017) — A novel washing algorithm for underarm stain removal.